L’impatto ambientale delle strade è una questione all’ordine del giorno, che interessa utenti della strada, flora e fauna locale, ma anche i portatori di interesse per la costruzione di infrastrutture stradali, e infine i veri promotori di cambiamento: gli operatori che si occupano di costruzione e manutenzione stradale e autostradale.

Vediamo quindi, a fronte di una necessità di mantenimento di un livello di accettabilità ecologica, quali sono le più comuni strategie di mitigazione dell’impatto dell’urbanistica sull’ambiente. 

Una nota: non ci occuperemo delle strategie messe in atto durante la costruzione/manutenzione perché si tratta di una disciplina a parte, sancita da certificazioni e processi specifici.

Mitigazione

Se la mortalità degli animali è prevedibile e circoscritta a certi periodi dell’anno, la chiusura delle strade o la riduzione dei limiti di velocità in questi periodi può diminuire i tassi di mortalità.

Ad esempio si può scegliere di chiudere le strade durante le migrazioni riproduttive, oppure costruire delle tane nel luogo in cui si trovano gli animali normalmente migranti, in modo da “trattenerli” da un lato della strada per nidificare in modo sicuro.

Tuttavia non sempre diminuire il volume di traffico è risolutivo. Spesso è necessario creare delle modalità alternative di attraversamento, come piccoli canali di scolo che passano sotto le strade, corredati di barriere lungo la strada che sospingono gli animali verso tali canali. 

Per gli animali più grandi possono essere necessari dei cavalcavia, con un investimento economico chiaramente diverso. 

Attraversamenti

Queste strutture di attraversamento stradale devono ovviamente avere un diametro adeguato al tipo di animale che vi deve passare, e devono favorire la creazione, da parte dell’animale, di un’abitudine al passaggio. I modi per ottenere tale abitudine sono diversi, ad esempio si possono coprire tali passaggi di vegetazione o ghiaia, oppure posizionarli in punti della strada a bassa densità di traffico.

Integrazione

Un altro impatto considerevole che le infrastrutture stradali possono avere sull’ambiente è visivo. Può sembrare una considerazione meramente estetica, ma in realtà l’integrazione paesaggistica implica significati più profondi e olistici, che mirano a un rispetto dell’ambiente e dell’abitabilità umana.

Spesso non consideriamo infatti che l’accettabilità ambientale riguarda anche un’armonica integrazione con la vita umana. La scelta del colore e del materiale delle barriere di sicurezza, o le opere collaterali di mitigazione paesaggistica, o altre strategie, tutto concorre all’ottenimento di un ambiente migliore per l’estetica e l’abitabilità (e in qualche caso anche della qualità dell’aria).

Barriere fonoassorbenti

Un ultimo aspetto da considerare è la mitigazione dell’inquinamento acustico delle strade, al quale è opportuno porre rimedio.

La messa in opera di un corretto impianto di bonifica acustica stradale comprende: 

 

  • la pianificazione del corretto posizionamento delle barriere 
  • l’attenzione all’efficientamento di strutture e trasporti
  • la cura per il risultato paesaggistico ed estetico.

Seguendo globalmente questi tre principi, oltre ovviamente alle regole ingegneristiche e tecnologiche vigenti, le barriere fonoassorbenti possono garantire una piena efficacia nella mitigazione dell’impatto ambientale delle strade.